Quota 100: nuove regole per la pensione anticipata

Quota 100 rappresenta una delle misure cardine della Legge di Bilancio 2019. Essa ha come obiettivo superare le criticità della precedente Riforma delle Pensioni – Legge Fornero, 2011 – consentendo l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per coloro che vantano un’anzianità lavorativa che sommata all’età anagrafica risulti pari a 100.

requisiti quota 100

Tra i requisiti da rispettare per accedere alla Quota 100 vi sono la soglia minima di 62 anni di età e quella di 38 anni di contributi. La misura ha carattere sperimentale e vale per chi matura i suddetti requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Restano in vigore i canali di pensionamento tradizionali previsti dalla precedente legge: pensione anticipata – raggiungibile senza applicare gli scatti di età pensionabile, quindi con 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne – e pensione di vecchiaia (67 anni).

opzione donna

Come abbiamo specificato non sarà una Quota 100 pura, dove basterebbe sommare l’età anagrafica e contributiva per arrivare a 100 (es. 60+40), ma bisognerà avere 62+38. Un vincolo, quindi, per alcune categorie di lavoratori – quelli ad esempio che hanno svolto attività discontinua nel tempo – ma anche per le donne. Queste ultime potrebbero fare riferimento all’opzione donna, che pur chiedendo un requisito anagrafico minore, impone un minimo di 35 anni di contributi.

pro e contro di quota 100

Il principale vantaggio della Quota 100 è che non sono previste penalizzazioni sul metodo di calcolo dell’assegno previdenziale. Tra i contro di questa misura il fatto che chi aderisce alla pensione Quota 100 non potrà più lavorare.

Un vincolo che serve a garantire al Paese quel ricambio generazionale che potrà avere effetti positivi anche sull’attività dei comparti pubblici e privati.

Viene ripristinato, dunque, il divieto di culumo tra reddito da lavoro e pensione sino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia. È ammesso solo il cumulo con redditi da lavoro autonomo di natura occasionale entro un massimo di 5mila euro lordi.

La Quota 100 riguarda solo gli iscritti alle gestioni INPS, non i professionisti che versano i contributi alle casse di previdenza private. Fuori dalla quota 100 anche il comparto della difesa e della sicurezza, per il quale continuano ad applicarsi i requisiti previdenziali previsti dal Dlgs 165/97.

domanda e finestre di accesso

La domanda di accesso a Quota 100 può essere presentata solo nel momento in cui il lavoratore avrà maturato entrambi i requisiti, ovvero 62 anni di età compiuti e 38 anni di contributi versati. Per raggiungere gli anni di contribuzione richiesta sarà possibile ricorrere al cumulo gratuito, o al riconoscimento dei contributi figurativi.

Per fare domanda per andare in pensione con Quota 100 il cittadino può compilare e inviare la domanda telematica tramite il sito INPS, oppure rivolgersi ad un patronato o ad altri soggetti abilitati all’intermediazione delle istanze di servizio all’Inps.

La Quota 100 prevede delle finestre di accesso differenziate tra settore privato e pubblici dipendenti, rispettivamnete trimestrali e semestrali. Per chi farà domanda nei primi mesi dell’anno, la prima finestra di accesso alla pensione sarà il 1° aprile 2019 – per il settore privato che ha i requisiti entro il 31/12/2018 – e il 1° agosto 2019 – per il settore pubblico che ha i requisiti entro il 29/01/2019.



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